
DAX rimbalza, ma i bond restano il vero rischio
La settimana appena conclusa ha confermato quanto il mercato azionario stia cercando di resistere a un contesto finanziario diventato progressivamente più difficile.
Il DAX ha attraversato una nuova fase di debolezza, scendendo fino alla zona 25.030–25.050, per poi reagire con decisione nell’ultima seduta. Negli Stati Uniti il dato sul mercato del lavoro, nettamente più debole delle attese, ha ridotto le probabilità di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già nella riunione di ottobre e ha favorito il recupero degli indici.
Il problema principale resta tuttavia il mercato obbligazionario. I rendimenti dei Treasury hanno raggiunto livelli che non si vedevano da oltre vent’anni e continuano a rappresentare il principale elemento di pressione sulle valutazioni azionarie.
Il quadro può quindi essere sintetizzato così: il mercato azionario reagisce, ma per parlare di un miglioramento strutturale è necessario che si stabilizzino anche i rendimenti obbligazionari.
Il quadro macroeconomico
Il rapporto sul lavoro statunitense di settembre ha mostrato un netto rallentamento della creazione di nuovi posti di lavoro. Questo dato ha ridotto le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione di fine ottobre.
Il raffreddamento del mercato del lavoro concede quindi alla Fed maggiore spazio per attendere nuovi dati prima di intervenire nuovamente.
L’inflazione, tuttavia, rimane superiore all’obiettivo della banca centrale e i rendimenti dei Treasury restano molto elevati. Il decennale statunitense ha raggiunto il 5,34%, un livello che rappresenta ormai un serio concorrente per l’investimento azionario e aumenta il costo del capitale per imprese e famiglie.
In Europa il quadro non è meno complesso. L’inflazione dell’Eurozona è risultata superiore alle attese, mantenendo aperta la possibilità di ulteriori interventi da parte della BCE.
La combinazione tra inflazione ancora elevata, prezzo dell’energia e rendimenti obbligazionari rappresenta quindi il principale elemento di rischio per le prossime settimane.
La settimana appena conclusa
Il mercato europeo ha subito una forte pressione nella parte centrale della settimana, soprattutto in seguito al nuovo rialzo dei rendimenti obbligazionari.
Giovedì il DAX è sceso sotto area 25.100, mentre venerdì il dato sul lavoro statunitense ha favorito un deciso recupero.
Il rimbalzo dell’ultima seduta è importante perché mostra ancora una volta la presenza di compratori sui livelli inferiori, ma non è sufficiente per modificare da solo la struttura tecnica.
Negli Stati Uniti S&P 500 e Nasdaq hanno reagito positivamente ai dati sul lavoro. La tenuta degli indici americani continua a essere sostenuta soprattutto dai grandi titoli tecnologici e dal tema dell’intelligenza artificiale, anche se il rialzo dei rendimenti rimane un ostacolo significativo.
DAX Future dicembre: la struttura settimanale
Il future DAX dicembre continua a muoversi all’interno della fase correttiva iniziata dopo il massimo in area 26.600.
Sul grafico weekly rimane evidente una sequenza di massimi decrescenti e il mercato si trova ora nella parte inferiore della distribuzione sviluppata negli ultimi mesi.
La settimana appena conclusa ha portato nuovamente i prezzi verso area 25.000, ma il recupero dell’ultima seduta ha impedito, almeno per il momento, una rottura strutturale del supporto.

Grafico 1 – Future DAX dicembre, timeframe weekly. Il DAX rimane inserito nella fase correttiva iniziata dai massimi in area 26.600. Il grafico weekly utilizza la chiusura delle 17:30; per valutare il close effettivo della sessione utilizziamo il grafico a 1245 minuti.
Come già ricordato nelle precedenti analisi, la candela weekly rappresentata dalla piattaforma utilizza la chiusura delle 17:30. Per la nostra lettura operativa consideriamo invece la sessione completa Eurex fino alle 22:00.
Il grafico a 1245 minuti: forte reazione, ma struttura ancora da confermare
Il grafico a 1245 minuti permette di leggere con maggiore precisione la dinamica delle ultime sedute.
Dopo la forte discesa del 30 settembre, il mercato ha proseguito il movimento ribassista il 1° ottobre raggiungendo la zona 25.030–25.050.
Nella seduta successiva il DAX ha reagito con decisione, recuperando prima area 25.300 e successivamente la fascia 25.370–25.430.

Grafico 2 – Future DAX dicembre, timeframe 1245 minuti. Dopo il minimo in area 25.030–25.050, il mercato ha sviluppato una forte reazione nella seduta del 2 ottobre, recuperando la zona 25.300–25.430. Il prezzo resta tuttavia sotto le principali resistenze di breve periodo.
Il recupero è significativo, ma non rappresenta ancora un’inversione rialzista. Il cumulative delta, inoltre, non mostra ancora una partecipazione degli acquisti altrettanto convincente rispetto alla forza del movimento del prezzo. Questa divergenza suggerisce di mantenere un atteggiamento prudente finché il mercato non riuscirà a riconquistare le resistenze superiori.
Livelli tecnici da monitorare sul DAX
Supporti principali
- 25.300 – prima area da difendere dopo il recupero di venerdì;
- 25.160 – livello intermedio;
- 25.050–25.030 – supporto principale della settimana;
- 25.000–24.990 – livello psicologico e tecnico;
- 24.800 circa – supporto successivo in caso di nuova accelerazione ribassista.
Resistenze principali
- 25.430 – primo ostacolo dopo il recupero dell’ultima seduta;
- 25.530–25.580 – fascia decisiva per migliorare il quadro tecnico;
- 25.750–25.850 – area successiva in caso di breakout;
- 26.000 – livello chiave per modificare più profondamente la struttura correttiva.
La zona 25.530–25.580 rappresenta quindi il livello più importante della prossima settimana.
Finché il DAX rimane al di sotto di questa fascia, il recupero può essere interpretato come un rimbalzo all’interno della struttura correttiva.
Un superamento stabile cambierebbe invece la lettura di breve periodo e potrebbe riportare il mercato verso 25.750–25.850 e successivamente 26.000.
Scenario base
Lo scenario principale rimane quello di un consolidamento all’interno dell’ampia fascia compresa tra 25.050 e 25.580.
L’area 25.300–25.430 rappresenta la zona di equilibrio intermedia. La capacità del mercato di mantenersi sopra 25.300 permetterebbe di continuare il tentativo di stabilizzazione iniziato venerdì.
Scenario rialzista
Il primo segnale positivo arriverebbe dal recupero stabile di 25.430.
La conferma più importante sarebbe però rappresentata dal superamento di 25.530–25.580. In questo caso il DAX potrebbe estendere il recupero verso 25.750–25.850 e successivamente verso 26.000.
Per rendere più solido questo scenario sarebbe importante osservare contemporaneamente una stabilizzazione dei rendimenti obbligazionari.
Scenario ribassista
Un ritorno sotto 25.300 indebolirebbe nuovamente il quadro e riporterebbe l’attenzione prima su 25.160 e successivamente sull’area 25.050–25.030.
La perdita di quest’ultima fascia rappresenterebbe il vero segnale di deterioramento e potrebbe aprire spazio verso 25.000–24.990 e successivamente verso area 24.800.
Gli appuntamenti della settimana
La prossima settimana sarà meno concentrata sui grandi dati macroeconomici rispetto a quella appena conclusa, ma rimarrà molto importante per capire l’evoluzione delle aspettative sui tassi.
- Lunedì: ISM servizi negli Stati Uniti;
- Durante la settimana: interventi di diversi esponenti delle principali banche centrali;
- Mercoledì: pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve;
- Giovedì: nuove richieste settimanali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti;
- Venerdì: prima lettura dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
I verbali della Fed saranno particolarmente importanti perché potranno fornire indicazioni sul grado di consenso interno rispetto alla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi.
Dopo il debole rapporto sul lavoro di settembre, il mercato ha ridotto sensibilmente la probabilità di un nuovo intervento già a ottobre. Il vero tema resta però capire se la Fed consideri sufficiente il rallentamento dell’economia per attendere o se l’inflazione continui a giustificare una politica monetaria restrittiva.
Cosa monitorare
Anche questa settimana i rendimenti obbligazionari rimarranno il principale indicatore da seguire.
Tre elementi meritano particolare attenzione:
- il comportamento del Treasury decennale dopo il recente massimo;
- la capacità del DAX di mantenersi sopra 25.300 e recuperare 25.530–25.580;
- l’evoluzione del prezzo del petrolio e delle pressioni inflazionistiche.
Il mercato azionario continua a mostrare una notevole capacità di assorbimento, ma il livello raggiunto dai rendimenti obbligazionari rende difficile considerare definitivamente superata la fase di rischio.
Conclusioni
Il DAX ha chiuso la settimana con una reazione importante dai supporti, ma il quadro tecnico rimane ancora in fase di consolidamento.
La zona 25.030–25.050 rappresenta il principale supporto di breve periodo, mentre 25.530–25.580 costituisce la resistenza decisiva per capire se il recupero possa trasformarsi in qualcosa di più strutturato.
Il segnale più importante continuerà tuttavia ad arrivare dal mercato obbligazionario.
Una stabilizzazione dei rendimenti potrebbe consentire agli indici azionari di proseguire il recupero. Un nuovo aumento dei tassi di mercato, invece, riporterebbe rapidamente pressione sulle valutazioni e renderebbe più vulnerabili i supporti tecnici.
Per il momento il quadro suggerisce quindi prudenza, ma senza anticipare una rottura ribassista che il mercato non ha ancora confermato.
Come sempre, saranno il comportamento del prezzo sui livelli chiave e la reazione ai dati macroeconomici a fornire le indicazioni operative più importanti.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative e formative e non costituiscono una raccomandazione di investimento.
