I mercati azionari hanno chiuso una settimana complessivamente positiva, mostrando ancora una volta una notevole capacità di assorbire un contesto macroeconomico tutt’altro che semplice.
In Europa lo STOXX 600 ha interrotto una serie di tre settimane consecutive negative, mentre negli Stati Uniti S&P 500 e Nasdaq hanno continuato a beneficiare soprattutto della forza del comparto tecnologico e dei titoli legati all’intelligenza artificiale.
Il quadro, tuttavia, non è privo di elementi di fragilità. Il principale fattore da seguire rimane il mercato obbligazionario: i rendimenti dei Treasury statunitensi sono tornati su livelli molto elevati e il decennale si mantiene sopra quota 5%.
Il messaggio che arriva dai mercati è quindi piuttosto chiaro: gli indici azionari resistono, ma il contesto finanziario continua a richiedere prudenza.
Il quadro macroeconomico
La Federal Reserve ha recentemente aumentato i tassi di interesse e il mercato continua a valutare la possibilità di ulteriori rialzi nei prossimi mesi.
Il nodo principale rimane l’inflazione. Il prezzo del petrolio, pur essendosi ridimensionato rispetto ai massimi delle settimane precedenti, resta elevato e continua ad alimentare il rischio che le pressioni sui prezzi possano risultare più persistenti del previsto.
Anche il mercato obbligazionario continua a inviare un segnale importante. Rendimenti elevati aumentano il costo del capitale e costituiscono una forma crescente di concorrenza per il mercato azionario.
Finché gli indici riescono ad assorbire questo scenario senza rompere i principali supporti, la struttura rimane costruttiva. Un’ulteriore accelerazione dei rendimenti obbligazionari, invece, potrebbe diventare uno dei principali catalizzatori di una nuova fase correttiva.
La settimana appena conclusa
In Europa abbiamo assistito a un recupero dopo tre settimane negative. La diminuzione del prezzo del petrolio ha contribuito al miglioramento del sentiment, mentre banche e finanziari hanno fornito sostegno agli indici.
Negli Stati Uniti il mercato ha mostrato una forza ancora maggiore. Il settore tecnologico continua a sostenere gli indici principali, ma sotto la superficie il quadro rimane meno uniforme: diversi settori e molti titoli mostrano performance inferiori rispetto agli indici a maggiore capitalizzazione.
Questa divergenza suggerisce di non limitarsi a osservare soltanto S&P 500 e Nasdaq, ma di seguire anche l’ampiezza del movimento e soprattutto il comportamento del mercato obbligazionario.
DAX Future dicembre: struttura di medio periodo
Il future DAX dicembre continua a muoversi all’interno della fase correttiva iniziata dopo i massimi in area 26.600.
Sul grafico settimanale rimane evidente una sequenza di massimi progressivamente inferiori. La struttura di medio periodo non può quindi essere ancora considerata pienamente rialzista.
Allo stesso tempo, però, la zona compresa tra 25.300 e 25.450 ha mostrato nelle ultime sedute una significativa capacità di assorbimento.
Il mercato ha testato ripetutamente quest’area senza riuscire a sviluppare una vera accelerazione ribassista.
Grafico 1 – Future DAX dicembre, timeframe weekly. Il grafico evidenzia la fase correttiva partita dai massimi in area 26.600. La chiusura visualizzata dal weekly è quella delle 17:30; per il close effettivo della sessione consideriamo il grafico a 1245 minuti.
Una precisazione metodologica è importante. Il grafico Weekly utilizzato riporta come chiusura quella delle ore 17:30. Per valutare la chiusura effettiva del future DAX consideriamo invece l’intera sessione Eurex fino alle ore 22:00.
Per questo utilizziamo anche un grafico a 1245 minuti, che permette di osservare correttamente l’ultimo prezzo battuto della giornata.
Il grafico a 1245 minuti conferma la reazione dai supporti
Il grafico a 1245 minuti fornisce una lettura più interessante dell’ultima seduta.
Dopo essere tornato nell’area 25.350–25.450, il DAX ha reagito con decisione, recuperando prima la zona 25.550–25.600 e successivamente l’area 25.700.
Anche il cumulative delta dell’ultima seduta mostra una reazione significativa degli acquisti sui minimi.
Grafico 2 – Future DAX dicembre, timeframe 1245 minuti. Il grafico considera la sessione completa fino alle 22:00. Nell’ultima seduta il mercato ha reagito dall’area 25.350–25.450, recuperando 25.550–25.600 e tornando in area 25.700.
Non possiamo ancora parlare di inversione rialzista, perché la sequenza di massimi decrescenti non è stata definitivamente interrotta. Tuttavia il comportamento del mercato sui supporti suggerisce che i compratori continuano a difendere la parte inferiore della distribuzione.
Livelli tecnici da monitorare sul DAX
Supporti principali
- 25.550–25.600 – prima area di equilibrio recuperata nell’ultima seduta;
- 25.300–25.450 – supporto principale di breve periodo;
- 25.100–25.000 – area successiva in caso di rottura dei minimi recenti;
- 24.900–24.800 – supporto strutturale successivo.
Resistenze principali
- 25.720–25.830 – prima vera area da superare;
- 25.900–26.000 – livello chiave per modificare il tono della struttura di breve;
- 26.250–26.450 – fascia di offerta superiore;
- 26.600 – massimo principale di riferimento.
La prima area realmente importante è quindi quella compresa tra 25.720 e 25.830. Un superamento stabile permetterebbe al mercato di attaccare nuovamente 25.900–26.000.
Solo il recupero deciso di quest’ultima zona inizierebbe però a modificare in maniera più convincente la struttura correttiva attuale.
Al contrario, una perdita dell’area 25.300 riaprirebbe spazio verso 25.100–25.000 e successivamente verso 24.900–24.800.
Scenario base
Lo scenario principale rimane quello di un mercato in consolidamento, con il DAX compreso indicativamente tra l’area 25.300–25.450 e la zona 25.900–26.000.
La tenuta dei supporti e l’assenza di un’ulteriore accelerazione dei rendimenti obbligazionari permetterebbero al mercato di continuare il processo di stabilizzazione iniziato nelle ultime sedute.
Scenario rialzista
Il recupero stabile di 25.830 e successivamente di 26.000 rappresenterebbe un primo segnale di miglioramento.
In questo caso il DAX potrebbe tornare verso 26.250–26.450 e successivamente rimettere in discussione i massimi in area 26.600.
Per rendere credibile questo scenario sarebbe preferibile osservare contemporaneamente una stabilizzazione dei rendimenti obbligazionari e dati macroeconomici non sufficientemente forti da alimentare nuove aspettative di rialzo dei tassi.
Scenario ribassista
La perdita di 25.300 cambierebbe sensibilmente la lettura di breve periodo.
In quel caso aumenterebbe la probabilità di una discesa verso 25.100–25.000 e successivamente verso 24.900–24.800.
Una rottura anche di questa seconda area trasformerebbe l’attuale consolidamento in una correzione più profonda e riporterebbe l’attenzione sull’area 24.600 e successivamente 24.300.
Gli appuntamenti della settimana
La prossima settimana contiene alcuni dati particolarmente importanti perché potrebbero modificare le aspettative sui tassi di interesse.
- Mercoledì: indice PCE statunitense, una delle misure dell’inflazione maggiormente seguite dalla Federal Reserve;
- Mercoledì: risultati trimestrali di Micron Technology, appuntamento significativo per il comparto semiconduttori e per il tema dell’intelligenza artificiale;
- Venerdì: rapporto sul mercato del lavoro statunitense;
- Venerdì: stima flash dell’inflazione dell’Eurozona relativa a settembre.
Il mercato del lavoro statunitense sarà probabilmente l’appuntamento principale.
Un dato molto forte potrebbe aumentare ulteriormente le aspettative di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, spingendo verso l’alto i rendimenti obbligazionari.
Al contrario, dati coerenti con un rallentamento graduale dell’economia, senza segnali di brusca recessione, potrebbero rappresentare lo scenario maggiormente favorevole per il mercato azionario.
Cosa monitorare
Anche questa settimana l’attenzione non dovrebbe concentrarsi soltanto sull’andamento degli indici.
Tre elementi meritano particolare attenzione:
- andamento dei rendimenti obbligazionari statunitensi;
- prezzo del petrolio;
- capacità del DAX di mantenersi sopra l’area 25.300–25.450.
Il mercato azionario sta dimostrando una notevole capacità di resistenza, ma questa forza deve continuare a essere confermata.
Per il momento la struttura suggerisce quindi prudenza senza assumere automaticamente uno scenario ribassista.
Conclusioni
La settimana si chiude con un quadro migliore rispetto a quello osservato nei giorni precedenti, ma non ancora privo di elementi di rischio.
Il DAX ha reagito in maniera significativa dai supporti, mentre gli indici statunitensi rimangono vicini ai massimi.
Il vero banco di prova sarà rappresentato dai dati macroeconomici della prossima settimana e soprattutto dalla reazione del mercato obbligazionario.
Finché l’area 25.300–25.450 continuerà a tenere, il movimento può essere interpretato come una fase di consolidamento all’interno della struttura di medio periodo.
Una rottura dei supporti, invece, aumenterebbe sensibilmente la probabilità di una correzione più profonda.
Come sempre, sarà il comportamento del prezzo sui livelli chiave a fornire le indicazioni più importanti.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative e formative e non costituiscono una raccomandazione di investimento.

